regole

Il surf come sport è suddiviso generalmente in longboard e shortboard, a seconda del tipo di tavola utilizzata. Ai Giochi di Tokyo le competizioni saranno esclusivamente di shortboard.
La shortboard è una tavola di lunghezza di circa 6 piedi (1.8 m) e una prua molto appuntita che facilita le manovre. La parte posteriore della tavola è tonda o squadrata. Rispetto alle tavole più lunghe, le longboard, hanno minore galleggiabilità per cui sono più difficili da utilizzare e richiedono onde più grandi.
Nella gara olimpica, ci saranno dei turni preliminari con batterie di quattro o cinque persone, per passare poi a una serie di scontri ad eliminazione diretta fino agli scontri per le medaglie. Ogni turno avrà una durata di 30 minuti, modificabile dal Direttore Tecnico a seconda delle condizioni meteo. In questo lasso di tempo, ogni atleta può surfare un massimo di 25 onde: i due migliori risultati saranno presi in considerazione per determinare il punteggio. Poiché le onde non sono tutte uguali, un pannello di cinque giudici assegnerà dei punti in base a: grado di difficoltà, manovre innovative e progressive, combinazioni di manovre, varietà di manovre, velocità, potenza e fluidità. Da sottolineare che le manovre non hanno un punteggio predefinito, per cui il risultato finale dipende dalla surfata complessiva.
La scelta dell’onda giusta che permette di compiere manovre di alta qualità è quindi fondamentali ai fini della gara. Proprio per questo, può accadere che più atleti vogliano surfare la stessa onda. In questo caso, esiste un sistema di priorità: ad esempio, l’atleta che si trova più vicino al peak, il punto di rottura dell’onda, ha la priorità.