Golf

competizioni

 
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      RISULTATI RIO 2016
 
 
              golf
 
 
 
torneo maschile e femminile
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
    NOVITÀ  RIO 2016
 
 
 
           
 
 
 

regole

Il percorso standard è costituito da 18 buche, localizzate in aree diverse. Ogni buca, a seconda della lunghezza (generalmente compresa tra 150 e 500 m) e delle difficoltà presenti lungo il percorso, assegna un numero di colpi ottimale (par) con cui imbucare una pallina (tre, quattro o cinque colpi; le buche sono di conseguenza chiamate par 3, par 4 o par 5); la somma del par di tutte le buche è il par del campo, il numero ottimale di colpi in cui compiere l'intero percorso. Un giocatore più o meno abile può imbucare in un numero di colpi inferiore o superiore al par; a seconda dei casi si hanno i seguenti punteggi: albatross (3 colpi sotto il par), eagle (2 colpi sotto il par), birdie (un colpo sotto il par), par bogey (un colpo sopra il par), doppio bogey (2 colpi sopra il par). A ogni golfista viene attribuito un handicap, stabilito e aggiornato dalla federazioni in base all'abilità del giocatore: più è bravo, minore sarà il suo handicap (fino allo 0). Il numero di colpi di cui il giocatore dispone per completare il campo è dato dalla somma del par del campo e dell'handicap; se, per esempio, il campo è par 72 e un giocatore ha handicap 30, significa che questi avrà a disposizione 102 colpi per completare il percorso; un altro giocatore, con handicap 15, disporrà invece di 87 colpi. Se al termine della gara il primo impiega 101 colpi in luogo degli 87 dell'avversario, si aggiudica il percorso per averlo effettuato con un colpo in meno rispetto al necessario.
 
Formule di gara
Le gare si giocano su campi da 9 buche o multipli (18, 27 ecc.) e possono essere individuali o a coppie. Della prima categoria fanno parte la formula medal e la stableford (quest'ultima tra le più diffuse a livello amatoriale); la medal è una competizione in cui vince chi, alla fine del percorso, ha realizzato il minor numero di colpi (al netto e al lordo dell'handicap); la stableford è una gara a punti in cui, per ogni buca, il giocatore si vede attribuito un punteggio in base al numero di colpi effettuati e al proprio handicap. Alla seconda categoria appartengono diverse formule di gara; nella greensome entrambi i compagni tirano il colpo di partenza (tee shot) di ogni buca e, dopo aver scelto la pallina meglio piazzata, proseguono tirando ­un colpo a testa; nella foursome si gioca a colpi alternati (quello di partenza è effettuato da un gio­catore nelle buche pari e dall'altro in quelle dispari) ­nella «quattro palle la migliore» ogni giocatore gioca la sua pallina e per ogni buca si segna solo il risultato migliore ottenuto da uno dei due; nella louisiana si sceglie ogni volta la palla migliore ed entrambi giocano il colpo successivo da quella po­sizione (la louisiana può essere giocata anche da squadre composte da più di due golfisti). Una menzione a parte merita il match play, il confronto diretto tra due giocatori che si sfidano per completare ogni buca nel minor numero di colpi possibili­; chi ci riesce si aggiudica la buca e chi si aggiu­dica più buche vince la partita.

storia

Presente solo in due edizioni, Parigi del 1900 e St. Louis del 1904, il golf è stato inserito nei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro del 2016.

 
Il gioco praticato oggi nasce in Scozia: si suppone che i primi a giocarlo fossero pastori che, sui prati del­le highlands lievemente ondulati e con erba bas­sa, ingannavano il tempo spingendo davanti a lo­ro piccole pietre con dei bastoni. Da svogliato passatempo il golf si trasforma ben presto in vero e proprio sport e prende a diffondersi in tutta la regione; nel sec. XV è così diffuso che diversi de­creti ne vietano o regolamentano la pratica (1457, '71, '91). Dal 1592 la pratica del golf viene ufficialmente permessa e, dopo l'emanazione de­gli Acts of Union (1707), prende piede anche in Inghilterra e Galles. Nel 1754 viene fondato il Royal and Ancient Golf Club di St. Andrews che procede alla codificazione delle regole della disciplina (tuttora valide, pur con lievi modificazioni). Il primo torneo di golf ufficiale si tiene nel 1860 a Prestwick, in Scozia, ed è ancora oggi una delle prove più importanti del calendario annua­le, il British Open. Nella seconda metà del sec. XIX il golf inizia a diffondersi in tutto il mondo (Sta­ti Uniti, Impero britannico). In Italia, il golf viene importato nel sec. XVIII dal conte di Albany, che lo pratica sui prati di villa Borghese; più tardi, sempre a Roma, viene costruito un campo rego­lamentare nel parco di villa Doria Pamphili.
Oggi il golf è praticato da giocatori dilettanti e da professionisti; le regole di gioco sono fissate dalla R&A di St. Andrews e dall'United States Golf Association (USGA), affiancate dall'Internationi Golf Federation (IGF). L'attività professionistica è regolamentata dalle associazioni di ogni paese, che aderiscono per la gran parte ai due circuiti più importanti: il PGA statunitense e lo European Tour (cui afferiscono anche l'Africa e l'Australasia).