surf

regole

Il surf come sport è suddiviso generalmente in longboard e shortboard, a seconda del tipo di tavola utilizzata. Ai Giochi di Tokyo le competizioni saranno esclusivamente di shortboard.
La shortboard è una tavola di lunghezza di circa 6 piedi (1.8 m) e una prua molto appuntita che facilita le manovre. La parte posteriore della tavola è tonda o squadrata. Rispetto alle tavole più lunghe, le longboard, hanno minore galleggiabilità per cui sono più difficili da utilizzare e richiedono onde più grandi.
Nella gara olimpica, ci saranno dei turni preliminari con batterie di quattro o cinque persone, per passare poi a una serie di scontri ad eliminazione diretta fino agli scontri per le medaglie. Ogni turno avrà una durata di 30 minuti, modificabile dal Direttore Tecnico a seconda delle condizioni meteo. In questo lasso di tempo, ogni atleta può surfare un massimo di 25 onde: i due migliori risultati saranno presi in considerazione per determinare il punteggio. Poiché le onde non sono tutte uguali, un pannello di cinque giudici assegnerà dei punti in base a: grado di difficoltà, manovre innovative e progressive, combinazioni di manovre, varietà di manovre, velocità, potenza e fluidità. Da sottolineare che le manovre non hanno un punteggio predefinito, per cui il risultato finale dipende dalla surfata complessiva.
La scelta dell’onda giusta che permette di compiere manovre di alta qualità è quindi fondamentali ai fini della gara. Proprio per questo, può accadere che più atleti vogliano surfare la stessa onda. In questo caso, esiste un sistema di priorità: ad esempio, l’atleta che si trova più vicino al peak, il punto di rottura dell’onda, ha la priorità.

storia

Origini dello Sport
Quando pensiamo al surf, quasi certamente pensiamo a spiagge californiane o australiane. Le origini del surf sembrano però risalire alla Polinesia e alle Hawaii. Alla fine del 1700, lo scrivano di bordo dell’HMS Endeavour (la nave dell’esploratore James Cook) riporta la prima testimonianza scritta del surf a Tahiti (Polinesia). Per i polinesiani, il surf ha un ruolo importante nella vita comunitaria: il capo tribù era infatti l’uomo che sapeva surfare meglio. Anche per gli abitanti delle Hawaii il surf è più che un hobby: è piuttosto un’arte e un modo di vivere. Con l’espandersi del colonialismo, il surf viene scoperto da europei e americani, al punto che Waikiki (Hawaii) diventa una popolare località turistica proprio per il surf. Nel 1908, Alexander Hume Ford fonda l’Outrigger Canoe and Surfing Club, il primo club di surf. L’hawaiano Duke Kahanamoku è considerato il padre del surf moderno. Vincitore di tre medaglie d’oro nel nuoto ai Giochi Olimpici di Stoccolma 1912 e Anversa 1920, mentre è sul podio nel 1912 chiede che il surf venga incluso tra gli sport olimpici. Il sogno di Duke deve aspettare più di cento anni: il surf farà il suo esordio ufficiale ai Giochi di Tokyo.
L’International Surfing Association (ISA) viene fondata nel 1964, anno in cui si tengono i primi Campionati del Mondo, e ha sede a La Jolla (California). In Italia, il surf ha per molti anni una propria federazione, la Federazione Italiana Surf (FISURF). Nel 2017, in vista dei Giochi Olimpici di Tokyo, la FISURF viene accorpata alla Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard (FISW).
 
 
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