Judo

competizioni

 
 judo f 2012maschile: 
<60 kg, 60-66kg, 66-73kg, 73-81kg, 81-90kg, 90-100kg, oltre 100kg   
 
femminile:
<48 kg, 48-52kg, 52-57kg, 57-63kg, 63-70kg, 70-78kg, oltre 78kg
 
 
 
RISULTATI A CONFRONTO
 
 
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regole

È una tecnica di combattimento a mani nude; particolare preponderanza hanno le cadute (ukemi), poco pericolose dato che chi compie la proiezione è obbligato a sostenere l'avversario durante la caduta e a poggiare la mano a terra al momento dell’impatto. Secondo il metodo kodokan, il judo si divide in tecniche di proiezione, di controllo e tecniche per colpire i punti vitali (vietate nei combattimenti). Le prime comprendono proiezioni in posizione eretta, eseguibili con l'uso delle mani e delle braccia, dell’anca o dei piedi e delle gambe, e proiezioni eseguite direttamente a terra, sul dorso o sul fianco. Le tecniche di controllo si dividono in immobilizzazioni, leve articolari e strangolamenti. Gli incontri durano 5 min per gli uomini e 4 min per le donne. Vince chi prima del limite riesce a “schienare” l’avversario, a immobilizzarlo per 2 sec, oppure per resa dell'avversario. Se allo scadere del tempo regolamentare nessun concorrente è in vantaggio di punti (attribuiti secondo i movimenti più o meno corretti), si applica la regola del golden score: il combattimento prosegue e si chiude quando un concorrente passa in vantaggio; se ciò non accade, al termine dell'incontro l’arbiitro, previa consultazione con i giudici, assegna la vittoria.

Pedana di gara. L'area di competizione, le cui misure vanno da un minimo di 14x14 m a un massimo di 16x16 m, è divisa in un'area di combattimento (delimitata ai lati da una zona rossa di pericolo larga 1 m), che misura complessivamente da un minimo di 8x8 m a un massimo di 10x10 m, e un'area di sicurezza esterna alla zona di pericolo, larga 3 m. L'area di competizione è ricoperta di tatami di colore verde che misurano 1x2 m.
Abbigliamento. La tenuta da combattimento si chiama judoji: giacca e pantalone, generalmente di cotone. Sulla giacca, il cui lato sinistro è incrociato sopra il destro, si indossa una cintura di colore corrispondente al grado (bianco per il livello più basso, a cui seguono giallo, arancione, verde, blu, marrone, nero, bianco-rosso, rosso).

 

storia

Il judo fu introdotto nei Giochi Olimpidi di Tokio del 1964

Nella seconda metà dell’Ottocento vi furono importanti cambiamenti culturali nella vita dei giapponesi dovuti all'assorbimento della mentalità occidentale e al rigetto per la cultura guerriera simboleggiata dal jujitsu. È in questo contesto di cose che si inserisce la figura di Jigoro Kano, professore universitario di Inglese ed economia, dotato di notevoli capacità pedagogiche, che intuì l'importanza che potevano avere lo sviluppo fisico e la capacità nel combattimento se venivano usate proficuamente per lo sviluppo intellettuale dei giovani. Per prima cosa eliminò tutte le azioni di attacco armato e non che potevano portare al ferimento a volte anche grave degli allievi: queste tecniche furono ordinate nei kata, in modo che si potesse praticarle senza pericoli. Formulò dei principi fondamentali che regolavano la nuova disciplina: Seiryoku zen'yo (il miglior impiego dell'energia fisica e mentale) e Jita kyo'ei (tutti insieme per progredire). Lo scopo finale del jujitsu era il raggiungimento della massima abilità nel combattimento; nel judo l'abilità è il mezzo per giungere alla condizione mentale del "miglior impiego dell'energia". Conobbe una straordinaria diffusione in Giappone, tanto che non esisteva una sola città che non avesse almeno un dojo, e parallelamente si diffuse nel resto del mondo. Non meno importante fu la venuta in Europa intorno al 1915 di importanti maestri giapponesi. Ma dopo la disfatta del Giappone, nella seconda guerra mondiale, la nazione venne posta sotto il controllo degli USA per dieci anni e il judo fu sottoposto ad una pesante censura. Fu proibita la pratica della disciplina ed i numerosi libri e filmati sull'argomento vennero in gran parte distrutti. Il judo venne poi "riabilitato" grazie al CIO e ridotto a semplice disciplina di lotta sportiva. A partire dal dopoguerra, con l'organizzazione dei primi Campionati Internazionali e Mondiali, e successivamente con l'adesione alle Olimpiadi, il judo si è sempre più identificato come sport da combattimento, mutuandone le caratteristiche di agonismo che provenivano dalle discipline di lotta occidentali. Si è perciò cominciato a privilegiare la ricerca del vantaggio minimo che permette di vincere la gara, a discapito del gesto tecnico più spettacolare ma più rischioso. Si è quindi sviluppata la tendenza a privilegiare un tipo di insegnamento che metta in condizioni gli allievi di guadagnare da subito punti in gara, punti che vengono utilizzati per determinare il passaggio di cintura, tralasciando l'aspetto educativo della disciplina. Allo scopo di riaffermarne il valore, si sono costituite nel tempo Federazioni Sportive anche di carattere internazionale che tendono a far rivivere i principi espressi dal Maestro Jigoro Kano, quantunque anch'esse si dedichino all'attività agonistica.