Sollevamento pesi

competizioni

 
sollevamento

Categorie maschili:

56kg, 62kg, 69kg, 77kg, 85kg, 94kg, 105kg, +105kg

 
Categorie femminili:
 
48kg, 53kg, 58kg, 63kg, 69kg, 75kg, +75kg     
 
 

RISULTATI A CONFRONTO

 
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regole

Il regolamento attuale prevede due specialità: lo strappo e lo slancio, en­trambi da eseguire esclusivamente con due mani.
Nello strappo il bilanciere deve essere sollevato in un movimento unico fin sopra la testa, divari­cando e piegando le gambe; durante il solleva­mento solo i piedi possono toccare la pedana e l'attrezzo può venire a contatto con cosce e parte inferiore del busto. Raggiunta la posizione finale, il bilanciere deve rimanere ben fermo, come l'atleta; i piedi devono trovarsi sulla stessa linea, mentre braccia e gambe sono tese.
Lo slancio, in­vece, si divide in due fasi: nella prima, definita «gi­rata», il bilanciere viene sollevato e portato all'altezza delle spalle con un movimento continuo, durante il quale l'attrezzo può scorrere lungo le cosce e la parte inferiore dell'addome. Dopo averlo caricato sulle spalle, sul torace o sulle brac­cia flesse, mentre i piedi sono allineati e le gambe in estensione, si passa alla fase successiva, la «spinta»: le gambe vengono piegate per poi esse­re distese insieme con le braccia, così da portare il bilanciere nella posizione di massima distensione. Una volta raggiunta questa, i piedi devono essere allineati, mentre braccia e gambe sono completa­mente distese.
Sia nello strappo sia nello slancio il peso è considerato sollevato quando viene man­tenuto immobile nella posizione finale; gli arbitri danno allora il segnale di abbassare il peso. Il to­tale delle due alzate dà la classifica finale; in caso di parità, vince l'atleta che pesa di meno (e che quindi ha un coefficiente di peso sollevato mag­giore).
Fino al 1972 viene eseguita anche la di­stensione, un esercizio simile allo slancio, che consiste nel sollevare l'attrezzo all'altezza delle spalle (épaulé), per poi portarlo, dopo una breve fase di arresto, in alto fino alla massima distensio­ne delle braccia, con un gesto continuo, senza movimenti di gambe, piedi e busto (jeté). Il primo atleta a salire in pedana è quello che solleva il pe­so minore; se non riesce a sollevare in modo cor­retto il bilanciere può ritentare con lo stesso peso o può provare a sollevarne uno maggiore (alme­no di 1 kg). Ogni concorrente dispone di 3 tenta­tivi per ogni alzata. Gli arbitri che valutano la cor­rettezza dell'esercizio sono tre: quando ritengono che l'atleta abbia completato l'alzata fanno lam­peggiare una luce bianca: due luci bianche su tre indicano che l'esercizio è considerato valido.
Campo di gara. Le gare si svolgono su una pedana quadrata di 4 m per lato, ricoperta con materiale antiscivolo e alta tra i 5 e i 15 cm. La sbarra del bilanciere, in acciaio zigrina­to per favorire la presa, pesa 20 kg (15 kg per le donne) ed è lunga 2,2 m (2,01 m per le donne). I pesi, dischi di acciaio o ghisa, sono rivestiti di gom­ma colorata e a ogni colore corrisponde un peso: bianco (0,5 e 5 kg), verde (1 e 10 kg), giallo (15 kg), blu (2 e 20 kg), rosso (2,5 e 25 kg). Ogni disco riporta comunque l'indicazione del suo peso; i più larghi vengono caricati verso l'interno della sbar­ra, i più piccoli verso l'esterno, fissati all'asta me­diante dei morsetti che pesano 2,5 kg.
Equipaggiamento. Gli atleti indossano scarpe sportive e un costume aderente che copre il busto ma lascia scoperti gomiti e gi­nocchia. Sopra al costume, che può essere intero o a due pezzi e di qualsiasi colore, gli atleti possono indossare una cintura contenitiva alta al massimo 12 cm. E permesso indossare le calze, purché non coprano il ginocchio, o eventuali bendaggi.

storia

Il sollevamento pesi viene inserito ai Giochi Olimpici di Atene del 1896

Come disciplina sportiva moderna il sollevamento pesi na­sce nel 1838, quando il francese Hippolyte Triat si fa costruire un manubrio di 84 kg per i suoi esercizi ginnici e riesce a sollevarlo sopra la testa con un braccio solo. Il primo regolamento viene stilato nel 1888 da Edmond Desbonnet, che stabilisce i criteri delle due fasi nello slancio e del movimen­to continuo nella prima fase della distensione; il bilanciere a dischi mobili viene inventato dal lot­tatore tedesco Karl Abs. Le prime società nasco­no in Austria, Germania e Francia tra il 1880 e il 1900. La prima società di sollevamento pesi nel nostro pae­se è il Club atletico milanese, fondato nel 1890. Nel 1902 nasce la Federazione atletica ita­liana (FAI), oggi FJLKAM; fino ad allora, infatti, la pesistica nazionale aveva fatto parte della Federa­zione ginnastica italiana, organizzatrice nel 1897 del primo Campionato italiano.Una sorta di prima edizione del Campionato del mon­do si svolge a Londra nel 1891. Considerato all'inizio alla stregua di un intratteni­mento circense, il sollevamento pesi fatica a imporsi in ambito olimpico: entrato nel programma nel 1896, ne vie­ne escluso dal 1908 per poi essere riammesso nel 1920. Tre gli esercizi in programma: strappo e slan­cio a un braccio, slancio a due braccia Nel 1924 – ancora «disciplina provvisoria» – le prove diven­tano cinque: strappo e slancio a un braccio, strap­po e slancio con due braccia, distensione. Sola­mente dal 1928 il sollevamento pesi entra stabilmente a far parte del programma olimpico, dopo la decisione favo­revole del Cio di tre anni prima; le prove ammesse sono tre: strappo, slancio e distensione a due brac­cia. La distensione resiste fino ai Giochi di Mona­co del 1972: troppo simile allo slancio nella sua esecuzione e troppo difficile da valutare, viene poi definitivamente cancellata. Il s.p. femminile fa il suo ingresso alle Olimpiadi di Sydney del 2000, ma un Campionato del mondo si disputa già dal 1987. Nei primi trent'anni di storia della disciplina dominano le scuole europee, soprattutto la fran­cese e l'italiana. Dopo gli exploit del peso medio egiziano Khadr Sayed el-Touni, vincitore dell'oro a Berlino nel 1936 con un risul­tato superiore a quello dei mediomassimi, si se­gnalano quelli degli specialisti statunitensi e soprattutto dei sovietici, fino all'emergere (tra molti sospetti, nell'era del doping) della scuola bulgara. In tempi più recenti s'impongono all'attenzione le figure del greco Pyrros Dimas (tre ori nel 1992, '96, '00), del turco Naim Süleymanoğlu (tre ori nel 1988, '92, '96) e, in particolare, dell'iraniano Hossein Rezazadeh, vincitore delle Olimpiadi del 2000 e del 2004, e primatista mondiale con un totale di 472 kg nella categoria supermassimi. L'assetto in­ternazionale della disciplina è gestito dalla Inter­national Weightlifting Federation (IWF).