Equitazione

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equitazione m 2012
 Tutte le gare sono individuali e a squadre
 
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regole

L'equitazione è uno sport olimpico che prevede l'abbinamento fra uomo e cavallo. Può essere praticato sia singolarmente che in gare organizzate per squadra, in strutture coperte, in maneggi all'aperto o in campagna (a seconda della disciplina scelta). L'equitazione e l'ippica sono gli unici sport al mondo in cui uomini e donne, cavalli e cavalle, gareggiano insieme e alla pari.

Le discipline olimpiche:
1) Il Salto Ostacoli è la specialità principe dell'equitazione. Nel nostro paese è la più diffusa e praticata e quella che vanta le maggiori tradizioni. I concorrenti debbono affrontare, all'interno di un campo di gara circoscritto (in erba o in sabbia, all'aperto o "indoor") un percorso composto da ostacoli mobili costruiti in legno e composti da vari elementi come barriere, tavole, cancelli e balaustre. Gli ostacoli possono essere di vario tipo, definiti dritti se con uno sviluppo solo in verticale, larghi o triplici se presentano anche una profondità , e devono essere superati senza essere abbattuti mentre il livello di difficoltà delle gare dipende dall'entità degli ostacoli e dai diversi tipi di categorie (a barrage, a tempo, a due manches, di potenza, derby etc.). Ogni abbattimento (errore) da parte del concorrente viene penalizzato, così come l'eventuale rifiuto di fronte a un ostacolo o la caduta di cavallo e/o cavaliere. Il cavallo da salto ostacoli deve essere potente e maneggevole, oltre che preciso, veloce e completamente rispondente alle azioni del cavaliere.
2) Il Concorso Completo di Equitazione è una gara con classifica combinata articolata su tre prove. Il primo test è quello di addestramento e i binomi sono chiamati ad eseguire una serie di esercizi alle tre andature. Lo scopo della prova ed i criteri di valutazione sono i medesimi delle gare di dressage anche se il punteggio viene espresso in punti negativi. Il secondo test è l'impegnativo cross country che si svolge lungo un tracciato su terreno vario disseminato da una serie di ostacoli naturali e fissi come laghetti, macerie, tronchi abbattuti, cataste di legna, fossi, staccionate, banchine, ed altri, da affrontare entro un tempo prestabilito. La velocità , la resistenza e il coraggio dei binomi vengono esaltati da questa prova altamente spettacolare che prevede penalità agli ostacoli e per i fuori tempo. Il terzo ed ultimo test è quello di salto ostacoli. Questa prova è normalmente programmata nella terza giornata di gara e si rivela spesso determinante per la classifica finale che scaturisce dalla somma dei punti negativi acquisiti dai binomi nelle tre prove.
3) Il Dressage ha lo scopo di mettere in evidenza le andature naturali e l'attitudine del cavallo che deve esprimersi con eleganza e in completa sintonia con il proprio cavaliere. Nelle gare, che si svolgono all'interno di un rettangolo di gara delimitato ai lati da una bassa recinzione sul cui perimetro sono posizionate delle lettere che servono come riferimento, il binomio è chiamato ad eseguire una "ripresa", cioè una sequenza di movimenti prestabiliti. Ogni "figura" che il binomio esegue viene valutata da più giudici con un punteggio espresso in percentuale del massimo ottenibile. Il livello di difficoltà varia a seconda della complessità delle figure richieste e le gare più importanti sono il "Grand Prix Special", una ripresa con movimenti obbligatori, e il "Free Style", in cui è il concorrente che sceglie l'ordine dei movimenti che verranno eseguiti con un accompagnamento musicale.

storia

L'equitazione è stata inserita nei Giochi Olimpici di Parigi 1900 e da Stoccolma 1912

In Italia lo sport equestre nel senso più moderno del termine si sviluppa con l’istituzione nel 1891 della Scuola romana di Tor di Quinto. Torino, altro antico centro ippico con la Scuola di Equitazione di Venaria Reale fondata nel 1823, ospita sia il primo concorso ippico nazionale, nel 1884, sia il primo internazionale nel 1902, a cui partecipano soprattuto militari di carriera. Infatti si tratta per definizione di una disciplina esclusiva, storicamente patrimonio di due élite (quella militare e quella aristocratica), che per questo fatica a conquistare il grande pubblico almeno fino agli anni Settanta. La scuola italiana vanta una grande tradizione nel salto a ostacoli e alcuni tra i più grandi cavalieri del sec. xx.
Ma forse si deve parlare di tre storie diverse per le tre specialità olimpiche. Grande la tradizione italiana nel salto a ostacoli, a partire da Federico Caprilli che codifica un metodo basato sulla dolcezza nei confronti del cavallo e nella perfetta intesa tra cavaliere e animale. Partendo da Giorgio Trissino e da Tommaso Lequio (olimpionici nel 1900 e nel '20), gli italiani vantano alcuni tra i più grandi cavalieri del XX secolo: i fratelli D'Inzeo, che in otto Olimpiadi disputate conquistano 6 medaglie a testa (Raimondo, 1 d'oro, 2 d'argento e 3 di bronzo, più 2 titoli mondiali consecutivi; Piero, 2 d'argento e 4 di bronzo), e Graziano Mancinelli, che vince l'oro a Monaco nel '72.
Attualmente le migliori scuole sono la tedesca, l’olandese e la statunitense per il dressage, la svizzera e la tedesca per il salto e la francese per l’endurance.