Taekwondo

competizioni

 
taekwondo m 2012
 
categorie maschili:
 
58 kg, 68kg, 80kg, +80kg
 
categorie femminili:
 
49 kg, 57kg, 67kg, +67kg
 

 

RISULTATI A CONFRONTO
 
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regole

Come per altre arti marziali, il grado di conoscenza (kup) del prati­cante viene reso visibile dal diverso tipo di cintu­ra, di colore bianco per il grado iniziale, passando in progressione attraverso la cintura bianca supe­riore, gialla, gialla superiore, verde, verde superio­re, blu, blu superiore, rossa, rossa superiore e nera, massimo riconoscimento e, contemporaneamen­te, inizio di un nuovo cammino di apprendimento (suddiviso in dan). Ogni cintura ha un significato simbolico che rispecchia la crescita e l'innalza­mento morale dell'allievo, oltre che il grado di ap­prendimento tecnico. I combattimenti di taekwondo sportivo si svolgono su un quadrato di 10 m per lato tra due atleti muniti di un corpetto, di un caschetto, di paratibie e para- avambracci, della cosiddetta «conchiglia» (a ripa­ro dell'inguine), di paradenti e di guantini.

Si di­sputano tre riprese da 3' ciascuna, tutte intervalla­te da un minuto di pausa. L'atleta deve colpire l'avversario sul corpetto con tecniche di calcio e pugno. Ogni colpo andato a segno sul corpetto va­le un punto. Quando invece si colpisce il capo con un calcio, i punti assegnati sono 2 (e diventano 3 se il colpo è assestato sul collo. Un ulteriore punto viene assegnato quando l'avversario mostra di aver subito il colpo in maniera particolare e l'arbi­tro è costretto a fermare il match per contarlo. Il combattimento può essere vinto ai punti o per m). In caso di parità di punteggio si procede a un quarto round di un minuto, e la vittoria viene as­segnata a chi ottiene il primo punto (golden kick). In caso di ulteriore parità, la vittoria viene asse­gnata per decisione arbitrale.

La squadra arbitrale è composta generalmente da 4 giudici d'angolo, posti ai quattro angoli del quadrato di gara (anche se spesso il numero è inferiore) e un arbitro centrale. L'assegnazione dei punti è ormai elettronica, grazie a corpetti e calzari dotati di sensori e collegati con tecnologia bluetooth ad un computer. Si stanno sperimentando anche caschetti e guantini elettronici. I punti aggiuntivi generati da un calcio in rotazione che sia effettivamente andato a segno (cosa stabilita dai sensori elettronici), vengono assegnati invece dai giudici d'angolo con pulsantiere elettroniche collegate al medesimo computer. I punti vengono dunque visualizzati sempre in tempo reale su uno schermo. Esistono diverse azioni fallose punibili con l'ammonizione o con l'aggiunta di un punto all'avversario (detta deduzione di punto). Quando un atleta totalizza due ammonizioni, viene assegnato un punto all'avversario; viene assegnato un punto all'avversario anche per ogni deduzione di punto che un atleta si vede infliggere. Se un'atleta si vede infliggere penalità per un totale di 4 punti assegnati all'avversario, viene dichiarato perdente per penalità.

storia

È introdotto nel programma dei Giochi a partire dall'edizio­ne del 2000 di Sydney

Etimologicamente, il termine taekwondo si compone di tre ideogrammi: tae (calciare in volo), kwon (colpire con il pugno) e do (arte, disciplina): «l'arte dei pugni e dei calci in volo». Il nome di quest'arte marziale viene spesso abbreviato in TKD. Deriva dall'unione degli stili esterni della Cina del Nord e del taekyon, antica arte marziale coreana. Diffusosi gradualmente anche tra gli strati popolari, spesso fu simbolo della lot­ta plurisecolare messa di volta in volta in atto con­tro i tentativi di dominio di cinesi e giapponesi, Nel 1910 il Giappone occupò la Corea vietando la pratica di ogni arte marziale, anche se spesso il taekyon continuò ad essere praticato clandestinamente. Al termine della seconda guerra mondiale il Giappone, sconfitto, ritira le sue truppe dalla Corea, che torna ad essere libera così come la pratica delle arti marziali: nascono diverse scuole aperte a tutti che unificano le tecniche di combattimento sotto il nome di taekwondo. Soggetto nel tempo a numerose modifiche e aggiustamenti, viene codificato in maniera uffi­ciale nel 1955 dal generale sudcoreano Choi Hong Hi, al quale si deve l'unificazione dei vari stili esistenti, la proposta di adottare la disciplina come metodo di allenamento per le forze armate.In Corea il taekwondo divenne presto sport nazionale (fu inserito nei Giochi nazionali coreani fin dall'inizio degli anni sessanta) e contemporaneamente cominciò a diffondersi nel resto del mondo, distinguendosi dalle altre discipline per il dinamismo, la spettacolarità e l'efficacia delle sue tecniche di gamba (calci circolari ed in volo, calci multipli). Il 22 marzo 1966 venne fondata in Corea del Nord la International Taekwondo Federation (ITF), privata ed indipendente. Il 28 maggio 1973 venne fondata in Corea del Sud la World Taekwondo Federation (WTF). L'unica federazione che riuscì a non frammentarsi e ad avere un peso importante sul piano internazionale fu la WTF, come dimostrato ai Giochi Olimpici del 1988 a Seoul, capitale della Corea del Sud, dove il taekwondo della World Taekwondo Federation compare per la prima volta come sport dimostrativo. Il taekwondo WTF sarà presente come sport dimostrativo anche all'edizione di Barcellona, nel 1992. A partire dall'edizione di Sydney 2000, il taekwondo WTF diventa Sport Olimpico Ufficiale. L'ingresso nel programma olimpi­co ha consentito alla disciplina di accrescere la propria diffusione internazionale, limitando di fat­to la superiorità della Corea del Sud, che rimane tuttavia un insostituibile punto di riferimento, simbolico, tecnico e organizzativo. Il più grande esponente del taekwondo moderno è lo statunitense Steven Lopez. L'Italia ha ottenuto la sua prima medaglia olimpica per il taekwondo a Pechino 2008 con Mauro Sarmiento, mentre in precedenza aveva ottenuto due significativi risultati quando questo sport era ancora dimostrativo, a Seul 1988 con la medaglia d'argento conquistata da Luigi D'Oriano e a Barcellona 1992 con la medaglia di bronzo conquistata da Domenico D'Alise.