freestyle

competizioni

 
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Gare maschili e femminili 
  • gobbe (moguls)
  • salti (aerials)
  • skicross
 
NOVITÀ SOCHI 2014 
  • halfpipe
  • slopestyle
 
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regole

Il freestyle è il termine inglese con cui si indica in diverse discipline sportive una spe­cialità in cui all'atleta è lasciata ampia libertà d'espressione in genere nell'elaborazione acroba­tica di salti e figure. Come sci acrobatico si divide in due principali specialità, le gobbe (moguls), i salti (aerials), lo skicross a cui si sono aggiunti l’halfpipe e lo slopestyle.
Gobbe: gli sciatori si lanciano lungo una pista di dossi effettuando 2 evoluzioni per discesa, ovvero giravolte e manovre aeree che vengono giudicate dalla giuria in base alla difficoltà, alla qualità e al­la velocità.
Salti: viene utilizzato un trampolino con pendenza del 37%,; una volta compiuto lo stacco dal trampolino, lo sciatore deve, prima di atterrare, compiere una serie di salti mortali ed evoluzioni acrobatiche, come per esempio un triplo salto mortale con 4 o 5 avvitamenti. Il punteggio di ogni sciatore è così ripartito: 20% il decol­lo; 50% il salto; 30% l'atterraggio.
Skicross: più atleti scendono su una pista artificiale caratterizata dall’alternarsi di salti, dossi e curve paraboliche. Nella fase di qualificazione devono percorrere il tracciato nel minor tempo possibile; segue la gara vera e propria, detta anche knockout (KO). La particolarità della disciplina consiste nel fatto che durante le fasi successive della gara i concorrenti scendono per il tracciato in batterie da quattro atleti ciascuna. Ognuno sceglie la sua corsia in base al tempo ottenuto; tale scelta è spesso decisiva, poiché molto spesso lo sciatore che parte per primo ha più possibilità di vincere la gara. Il contatto fisico fra gli atleti è ammesso, purché non si danneggi palesemente l'avversario e non si mantenga una condotta di gara antisportiva, punita con la squalifica.
Half-pipe: il termine (letteralmente "mezzo tubo") indica una rampa a sezione semicircolare o paraboidale, utilizzat in generale da sport come skateboarding, snowboard, sci freestyle, BMX freestyle e pattinaggio aggressive. Vi si scende in moto armonico, smorzato dall'attrito, fino a perdere quota. L'atleta può recuperare l'energia dissipata dall'attrito spingendosi (in gergo “pumpare”), in modo paragonabile al gesto che si compie in altalena per prendere velocità.
Slopestyle: caratterizzato da salti, ringhiere e tricks, si pratica negli snowpark di tutto il mondo.
 
Equipaggiamento. Si usano sci particolari, con la punta rialzata anche dalla parte della coda, che permettono di sciare spalle a valle e di atterrare all'indietro. Rispetto ai normali sci quelli da freestyle sono più larghi e con gli attacchi esattamente centrali, per facilitare il bilanciamento; più flessibili per attutire gli atterraggi.

storia

Il freestyle viene inserito ai Giochi Olimpici del 1992

Il freestyle nasce in Norvegia negli anni Trenta, quando al­cuni sciatori cominciano a improvvisare figure acrobatiche. Si affermò come sport agonistico negli Stati Uniti negli anni ‘60 e ’70. All'inizio lo sport aveva poche regole e quindi era molto rischioso. La normativa introdotta on il rico­noscimento della FIS nel 1979 portò all’eliminazione degli elementi più pericolosi. La prima Coppa del mondo è del 1980, i primi Campionati mondiali del 1986. Alla Olimpiade di Calgary nel 1988 fu sport dimostrativo con tre discipline: gobbe, salti e balletto. Le gobbe (moguls) ven­gono inserite nel programma olimpico ai Gio­chi di Albertville del 1992 e i salti (aerials) a quelli di Lillehammer del 1994. Nel 2006 il Comitato Olimpico Internazionale ha incluso lo skicross nel programma dei Giochi di Vancouver del 2010, halfpipe e slopestye per lo snowboard ai Giochi di Sochi del 2014.

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