hockey su ghiaccio

regole

Regole. Si affrontano due squadre di sei giocatori ciascuna (cinque di movimento più il portiere) il cui scopo è quello di indirizzare il disco, o puck, nella porta avversaria manovrandolo con la parte ricurva dell'apposito bastone in possesso di ogni atleta. Si può portarsi avanti il puck con il pattino, ma non è consentito segnare in questo modo. Vietato è anche giocare il puck col bastone alto (ossia col bastone al di sopra della spalla) - ma è consentito bloccarlo con la mano. I passaggi con la mano e le reti segnate con la mano non sono consentite. Gli incontri hanno una durata di 60' effettivi, divisi in 3 periodi di 20' ciascuno, con circa 15' di intervallo tra un periodo e l'altro (intervallo utile anche a levigare e ricompattare il ghiaccio con apposite macchine). In certe competizioni, in caso di parità al termine del tempo regolamentare, sono previsti dei tempi supplementari (in cui di solito vige la regola del sudden death) ed eventuali rigori, detti «shootout» (che vengono battuti non con un tiro secco, come avviene per es. nel calcio, ma a partire dal punto di ingaggio posto a centrocampo, al termine di una pattinata). Nella IIHF le squadre cambiano campo a ogni intervallo e dopo 10' del terzo periodo, mentre nella NHL quest'ultima inversione non ha luogo. Quattro sono i ruoli ripartiti tra i sei elementi in campo: un portiere (l'unico autorizzato a fermare il puck con il guanto), due difensori, due ali e un centro. Peculiare anche la possibilità, prevista dal regolamento, di estromettere il proprio portiere per sostituirlo con un giocatore di movimento (tattica a cui si ricorre, generalmente, negli ultimi secondi di un incontro in cui ci si trova in svantaggio di una sola rete). Vengono applicate penalità di durata proporzionale all'infrazione commessa (2, 4, 5 o 10'), che costringono i compagni del giocatore punito a rimanere in inferiorità numerica (singola o doppia) per tutta la durata della penalità (tranne che nel caso di una penalità da 10', che permette la sostituzione del giocatore punito) o finché non subiscono un goal. La situazione di superiorità numerica è detta «power play», mentre quella di inferiorità si chiama «short handed». Una squadra non può subire più di due penalità contemporaneamente: l'eventuale terza viene differita fino al rientro in campo di uno dei due giocatori allontanati precedentemente. Le infrazioni più comuni sono naturalmente quelle minori, punite con un'espulsione di 2' (se causa di infortuni, però, la penalità viene raddoppiata): sgambetto, gomito o bastone alto, carica violenta, trattenuta con le mani o con il bastone. Viene invece punita con 5' la rissa tra due o più giocatori, evento peraltro abbastanza frequente. I falli tecnici come, per es., il fuorigioco, comportano un «faceoff», o ingaggio, in uno dei 9 punti appositamente segnati sul ghiaccio. Altra regola che limita il movimento del puck è quella dell'«icing», o liberazione vietata, che scatta quando un difensore spazza via il disco dal proprio terzo difensivo fino al fondo campo avversario. L'icing, che dà luogo a un ingaggio in uno dei cerchi dell'aria difensiva della squadra che commette l'infrazione, non viene assegnato però se quest'ultima è in inferiorità numerica. Non esiste il fallo laterale: la balaustra può essere utilizzata come sponda su cui far scorrere o rimbalzare il puck. Solo nel caso in cui quest'ultimo finisce al di là della balaustra stessa, il gioco viene ripreso con un ingaggio. Da questo alto numero di regole deriva l’articolazione dello staff arbitrale, che è composto di uno o due arbitri e da due guardalinee, operanti in campo, cui vanno aggiunti due giudici di porta, un cronometrista di gara e uno per le penalità sul ghiaccio, un marcatore di punti fuori dalla pista.

Campo Di Gara. hokhey campo     Di dimensioni leggermente differenti a seconda che sia destinato alle competizioni IIHF(60x30 m), o NHL (61x26 m), «l'hockey rink», come viene chiamato il campo di hockey, si presenta come un rettangolo dagli angoli arrotondati. Ricoperto da una pista di ghiaccio, è circondato da una balaustra di plastica trasparente alta 120 cm circa, posta a protezione degli spettatori. La porta è alta 183 cm e larga 122, ed è collocata a 4 m dalla balaustra (3,4 m nella NHL), cosa che permette ai giocatori di aggirarla pattinandole alle spalle. I pali non sono fissati al ghiaccio, per evitare infortuni in caso di urti in velocità (i giocatori di movimento possono raggiungere i 50 km/h). Davanti allaporta è tracciata una piccola area colorata in blu (anche questa differisce leggermente nella forma e nelle dimensioni tra IIFH e NHL) in cui è vietato l'ingresso agli attaccanti, pena il fallo di interferenza sul portiere. Sul campo sono presenti diverse linee: due sottili rosse, che segnano la riga di porta (quella che, se oltrepassata dal disco, determina l'assegnazione di un goal - segnalato dal suono di una sirena) e che, proseguendo fino alla balaustra, servono da riferimento agli arbitri per le segnalazioni di icing. Un'altra linea rossa, più larga, divide la pista in due metà campo uguali: è usata per i faceoff di inizio gara o per la ripresa del gioco dopo un goal. Due linee blu dividono sostanzialmente il campo in tre zone, o terzi: il terzo offensivo è quello contenente la porta avversaria, il terzo difensivo è quello contenente la propria, mentre il neutro è quello centrale. Le linee blu sono fondamentali per il fuorigioco: se un attaccante varca la linea blu del terzo offensivo prima che la stessa sia varcata dal disco, viene a trovarsi in posizione di offside. Nove sono i punti d'ingaggio (5 dei quali circondati anche da apposi¬ti cerchi) utilizzati per i faceoff a seconda della zona nella quale è avvenuta la violazione: 2 per ciascuna zona offensiva/difensiva e 5 nella zona neutra.

Equipaggiamento. Vista la frequenza degli scontri fisici, l'abbigliamento dei giocatori è particolarmente ingombrante, al fine di proteggere la loro incolumità: casco, armatura protettiva per spalle e braccia, parastinchi e grandi guanti imbottiti sono obbligatori a tutti i livelli. In più, il portiere, deputato a fermare tiri che possono raggiungere i 150 km/h, indossa delle imbottiture supplementari per gambe e tronco, una maschera con griglia d'acciaio e paragola e un guanto per bloccare il puck. Il puck è un disco di gomma vulcanizzata, di colore nero: alto 2,54 cm e con un diametro di 7,62 cm, ha un peso variabile tra i 156 e i 170 g. Il bastone, costruito in legno, alluminio o fibre composite, misura al massimo 163 cm di lunghezza e 3 di larghezza; la parte finale ricurva può avere una lunghezza massima di 32 cm per i giocatori di movimento, di 39 cm per i portieri (nel loro caso, anche la larghezza della pala è maggiore, generalmente 9 cm). I pattini, infine, hanno una lama più corta rispetto a quelli utilizzati nel pattinaggio di velocità e di figura, per permettere cambi di direzione più repentini.

storia

L'hockey su ghiaccio viene inserito ai Giochi Olimpici del 1920

Il gioco nasce e si diffonde ovviamente in paesi nordici dotati di laghi o fiumi ghiacciati. Nascono forse in Olanda e in Inghilterra gli antenati dell’hockey su ghiaccio, il kolv, il bandy, lo shinty, l’hurling. Sono proprio queste discipline a migrare verso il Nord America, soprattutto come passatempo preferito delle truppe britanniche durante i mesi invernali. L'era moderna dell’hockey su ghiaccio ha inizio in Canada, a Montréal (il termine hockey derivi dal francese hocquet, «bastone ricurvo») nel 1875, quando due squadre universitarie si affrontano nella prima gara indoor utilizzando per la prima volta, invece della consueta pallina, un disco di legno in grado di scivolare sul ghiaccio e rifacendosi alle prime regole stilate tre anni prima ad Halifax (e per questo dette «Halifax Rules»). Nel 1877 vengono codificate le prime sette regole del gioco, le cosiddette Montréal Rules, mentre nel 1880 nasce il primo club, quello della McGill University. Sono anni in cui la disciplina è in continua evoluzione, soprattutto per quanto riguarda il numero dei giocatori per squadra, ridotto progressivamente da 9 a 7. Nel 1892 il Governatore generale del Canada, Lord Stanley, decide di assegnare una coppa alla squadra vincitrice del Winter Carníval dí Montréal che dall’anno seguente assume il nome di Stanley Cup, e viene messo in palio fra squadre provenienti da tutto il Dominion canadese. Con la disputa della prima gara in territorio statunitense, nel 1893, tra gli studenti dell'università di Yale e quelli della John Hopkins, l’hockey su ghiaccio compie il passo definitivo verso il professionismo; il numero dei giocatori viene fissato in 6 elementi per squadra. Il 1917 è l’anno di fondazione della National Hockey League (NHL), che nel 1926 diviene l'unica lega deputata ad assegnare la Stanley Cup e l'espressione massima della disciplina a livello mondiale. Al 1908 risale la nascita della IIHF, l'organismo internazionale che funge da raccordo tra le singole federazioni, responsabile anche dell'organizzazione del torneo olimpico disputato dai Giochi di Anversa del 1920, dei Mondiali e, a livello dí club, dell'European Hockey League, che dalla stagione 2008-09 assume la denominazione di Champions Hockey League. Per quanto riguarda l’Europa, le fonti fissano il primo incontro ufficiale tra il 1885 e il 1895; dopo una fase di predominio della scuola britannica, protrattosi fino alla seconda guerra mondiale, a emergere sono le scuole di Svezia e Finlandia, ma soprattutto di Cecoslovacchia e Unione Sovietica: proprio ì sovietici, vincitori di 7 ori olimpici (praticamente ín tutti i Giochi tra il 1956 e il 1992, eccettuate due edizioni, vinte dagli USA) e di 22 ori mondiali, sono protagonisti degli incontri più epici della storia di questo sport, sia contro Canada (l'interminabile sfida del 1972, decisa in favore dei canadesi da un goal all'ultimo minuto di gara) e Stati Uniti (il cosiddetto «Miracle on ice» delle Olimpiadi invernali di Lake Placid del 1980, in cui la squadra americana, composta da giocatori dilettanti e universitari, sconfigge in finale la squadra sovietica), sia contro la Cecoslovacchia. Le date suggeriscono facilmente che entrambe le rivalità e gli scontri superano i confini dello sport e assumono rilevante significato politico, intrecciandosi con la grande Storia come spesso è avvenuto per lo sport. Dopo la dissoluzione dell'URSS alcuni dei migliori giocatori finirono nelle squadre statunitensi o canadesi della NHL. Per quanto riguarda i Giochi olimpici, i professionisti della NHL vengono ammessi solo dal 1998, anno in cui fa il suo esordio olimpico anche la squadra femminile. Un'altra manifestazione per nazioni di grande tradizione è la World Cup, denominata Canada Cup dal 1976 al '91, vero e proprio Mondiale per professionisti con cadenza irregolare. I Campionati mondiali vengono organizzati per la prima volta nel 1920 e disputati a cadenza annuale dal 1930, dominati a fasi alterne da Canada e Urss. Anche in Italia l’hockey su ghiaccio si diffonde nelle regioni del nordi, in primis in Trentino Alto Adige (dove questo sport, come in Svizzera, ha molti più spettatori del calcio), seguito da Veneto, Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta. La prima partita si tiene a Torino nel 1911, il primo Campionato italiano si svolge nel 1925. L'organismo nazionale responsabile dei Campionati e dello sviluppo del movimento è la FISG, fondata nel 1926.

 

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www.iihf.com