skeleton

regole

La specialità prevista è una sola, il singolo: nella gara olimpica, così come nei Campionati europei, cia­scun concorrente ha a disposizione due prove, e dalla somma dei tempi viene determinata la classifica finale. Gli atleti partono in piedi, come nel bob: al semaforo verde, hanno 30" per prendere il via. Dopo la rincorsa iniziale, dai 25 ai 40 m, in cui spingono la slitta afferrandola per gli appositi supporti, si sdraiano sull'attrezzo, che guidano per tutta la discesa solo tramite i movi­menti del corpo. Durante la prova, si raggiungo­no velocità pari anche a 130 km/h.
Campo di gara. Le gare si svolgono su una pista ghiacciata, prevalentemente artificiale, utilizzata anche per lo slittino e il bob. La lunghezza del tracciato va da un minimo di 1200 m a un massimo di 1650 m, con una pendenza massima del 12%. Il per­corso, composto di un’alternanza di curve e retti­linei, deve presentare i tratti più impegnativi nei primi due terzi del proprio sviluppo. Una volta superato il traguardo, il rettilineo finale deve as­sumere pendenza in salita, in modo da consentire la frenata della slitta.
Equipaggiamento. La slitta, in acciaio e fibra di vetro, con la superficie su cui poggia l'atleta munita di imbottitura, può es­sere lunga tra gli 80 e i 120 cm, e alta dagli 8 ai 20. Il peso dell'attrezzo non può superare i 33 kg per gli uomini e i 29 per le donne; è obbligato­rio che il peso complessivo di atleta e slitta non ecceda rispettivamente i 115 e i 92 kg. Sulla slitta, i cui pattini d'acciaio distano tra loro fra i 34 e i 38 cm, non ci sono meccanismi per lo sterzo o la frenata, ma è possibile applicare una zavorra aggiuntiva al fine di raggiungere il peso massimo consentito. L'atleta indossa una tuta aderente e un casco aerodinamico con visiera, oltre ad appo­site scarpette dotate di un massimo di 8 chiodi dalla lunghezza di 7 mm e dal diametro di 8.

storia

Lo skeleton viene inserito ai Giochi Olimpici del 1928
 
Lo skeleton, simile al bob e soprattutto allo slittino da cui si distingue per la posizione dell'atleta sull'attrezzo, nasce nel 1887 con la prima sfida, all’epoca definita Tobog­gan Run, sul tracciato di 1214 m. della Cresta Run, una pista naturale che da Saint-Moritz raggiunge la limitrofa località di Ce­lerina. Il nome di skeleton. viene coniato nel 1892, quando vie­ne allestito uno slittino metallico somigliante a una semplice intelaiatura, uno «scheletro». Per diversi anni le gare continuano a svolgersi esclusivamente sul traccia­to elvetico. Il 23 novembre 1923, a Parigi nasce la FlBT che riunisce le tre discipline (appunto bob, skeleton, slittino). Limitatamente al settore maschile, fa il suo esordio olimpico ai Giochi di Saint-Mo­ritz del 1928. La disciplina non è presente nel 1932 e nel 1936, rientra poi ai Giochi del 1948, sem­pre a Saint-Moritz. La gara viene quindi nuovamente estromessa dal pro­gramma olimpico, nel quale sarà reintrodotta solo a partire dal 2002, in occasione dei Giochi di Salt Lake City, in entrambi i settori, maschile e femminile. Nel 1981, a Igls, prendono il via i primi Campionati europei, riser­vati agli uomini, successivamente interrotti dal 1989 al 2002 e ripresi nel 2003, a Saint-Moritz, con l’introduzione anche delle gare femminili. Nel 1987 ha luogo la prima edizione della Coppa del mondo maschile, nel 1997 quella femminile. Nel 1989, sempre a Saint Moritz, vie­ne organizzato il primo Campionato mondiale maschile, cui fa seguito, nel 2000, a Igls, il primo Mondiale femminile.