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PARALIMPIADI
La competizione sportiva organizzata da Guttman prevedeva la partecipazione dei soli paraplegici: a partire dal 1976, anche i non vedenti e gli amputati poterono partecipare ai Giochi; dal 1980 poterono gareggiare anche gli atleti con paralisi cerebrale. Nel 1992 fu la volta di atleti con disturbi mentali che, esclusi dopo un grave episodio accaduto a Sydney 2000, saranno riammessi nel 2012.
È indispensabile garantire che all'interno di ogni gara, i partecipanti siano in condizione di partire dallo stesso livello, affinché la competizione possa considerarsi regolare. È il Comitato Paralimpico Internazionale ad occuparsi della classificazione degli atleti delle Paralimpiadi d'intesa con le Federazioni Nazionali, raccogliendo documentazioni mediche e prove fisiche riguardo ai partecipanti. La classificazione riunisce gli atleti che hanno un potenziale di movimento simile in una stessa categoria. Le classi tuttavia non possono essere stabilite in maniera definitiva: possono subire delle modifiche, in base a sensibili differenze di risultato nelle prestazioni sportive e al numero di atleti delle varie classi.
A livello agonistico, il grado di disabilità è determinato da appositi classificatori sportivi autorizzati. Se in qualche categoria ci sono pochi partecipanti, gli organizzatori possono decidere di accorparle; in questo caso i tempi vengono mediati con un fattore di conversione per tenere conto della diversa classificazione dei concorrenti.
http://wapedia.mobi/it/Categorie_degli_sport_per_disabili
Wiki: Categorie degli sport per disabili
CLASSIFICAZIONE UFFICIALE DELL' IPC PER GLI SPORT PER DISABILI
L'IPC ha sviluppato un sistema o codice di classificazione (detto il codice) rispetto al diverso grado di handicap. Tradizionalmente gli atleti paralimpici vengono classificati secondo sei diversi categorie, aseconda del handicap: amputazioni, paresi cerebrali, difficoltà visive, lesioni spinali, handicap intellettuali e un gruppo che include tutti quelli che non rientrano nei precedenti (gli altri).
Le classi sono determinate attraverso un processo che può includere valutazioni e osservazioni sia fisiche che tecniche, dentro e fuori dalle competizioni. Le calssi sono definite per ogni sport e formano una parte delle regole sportive.
La classificazione è un processo continuo. Quando gli atleti cominicano a competere nelle gare sono classificati in una certa classe che può venire modificata lungo la carriera sportiva dell'atleta. Esistono a questo proposito degli ufficiali sportivi del IPC chiamati classificatori. L'organo responsabile di tutte le procedure di classificazione è il Comitato di Calssificazione, che definisce regole e procedure riguardanti il codice. Il Direttore Medico e Scientifico è invece il responsabile della redazione del codice.
Il nuovo sistema di classificazione è stato approvato durante l'Assemblea Generale del IPC svoltasi nel novembre 2007 a Seoul (Corea del Sud).
Classificazione generale
Vengono individuate le seguenti categorie di disabilità:
- Amputazione: atleti con perdita parziale o totale di almeno un arto;
- Paralisi cerebrale: atleti con danni cerebrali non progressivi, per esempio paralisi cerebrale infantile, lesioni cerebrali traumatiche, ictus o disabilità simile che colpiscono il controllo muscolare, l'equilibrio e il coordinamento;
- Ritardo mentale: atleti con significative disabilità intellettive e limitazioni nel comportamento (questa categoria è al momento sospesa)
- Sedia a rotelle: atleti con danni alla spina dorsale o altri handicap che costringono all'uso di una sedia a rotelle;
- Cecità: atleti con problemi alla vista, dalla cecità parziale a quella totale;
- Les Autres (gli Altri): atleti con un handicap che non ricade in nessuna delle categorie precedenti, come coloro affetti da nanismo, sclerosi multipla o deformità congenite agli arti, come quelle causate dal talidomide.
Queste categorie si applicano sia ai Giochi paralimpici estivi che a quelli invernali.
I codici di classificazione sono definiti dalle Organizzazioni Internazionali di sport per disabili che fanno parte dell'Assemblea Generale del IPC. Essi si presentano normalmente nella forma tipo XXyy, dove XX rappresenta una o due lettere che indicano la disabilità e yy indica una o due cifre che rappresentano il grado di handicap dell'atleta. Più basso il numero, più alto il grado di discapacità.
a. CP-ISRA
La Cerebral Palsy International Sport and Recreation Association (Associazione internazionale dello sport e del divertimento per paralisi cerebrale) definisce otto classi di handicap per atleti affetti da danni cerebrali, contrassegnate dal prefisso CP (Cerebral Palsy, ovvero paralisi cerebrale).
b. IBSA
L'International Blind Sport Association (Associazione internazionale dello sport per ciechi) definisce due categorie per atleti con problemi di vista, contrassegnate dal prefisso B (Blindness, ovvero cecità).
L'associazione utilizza per la classificazione un metodo basato sui sessantesimi: si esprime la capacità visiva di un individuo in una forma del tipo x/60 per indicare che egli vede a una distanza di x metri le stesse cose che una persona normale vedrebbe a 60 metri di distanza. Inoltre viene anche considerato l'angolo visivo che riesce a coprire la vista della persona in oggetto. In questo modo si definiscono tre classi:
- B1: un atleta che non percepisce la luce in nessuno dei due occhi o che la percepisce ma non è in grado di riconoscere la forma di una mano da alcuna distanza o direzione;
- B2: un atleta che può riconoscere la forma di una mano e può vedere chiaramente con un parametro di 2/60 o inferiore, e il cui campo visuale è minore di 5°;
- B3: un atleta può riconoscere la forma di una mano e vede chiaramente con un parametro che varia dai 2/60 ai 6/60 e che inoltre ha un campo visuale sopra i 5° ma sotto i 20°.
c. INAS-FID
International Sports Federation for Persons with Intellectual Disability (Federazione sportiva internazionale per persone con ritardo mentale) definisce la classificazione delle persone con handicap mentali.
Classificazione per sport
Atletica leggera
Per quanto riguarda l'atletica leggera si indentificano due tipologie di codici, determinate dalla lettera T (track, pista) e F (field, campo). Si possono quindi classificare gli atleti nelle seguenti categorie e sottocategorie:
1. Atleti su sedia a rotelle
- lesioni della spina dorsale, amputazioni, handicap muscolo-scheletrici, malformazioni congenite, lesioni nervose [T51, T52, T53, T54 ed F51, F52, F53, F54, F55, F56, F57, F58]
- paralisi cerebrale, lesioni cerebrali [T ed F 32, 33, 34]
2. Atleti ambulanti
- amputazioni, lesioni spinali, handicap muscolo-scheletrici, malformazioni congenite, lesioni nervose [T42, T43, T44, T45, T46 ed F40, F41, F42, F43, F44, F45, F46]
- paralisi cerebrale, lesioni cerebrali [T ed F da 35 a 38]
- handicap visivi [T e F 11, 12, 13]
- handicap intellettuali [T20, F20]
I parametri per la classificazione devono tenere conto dei risultati dei test nelle seguenti aree:
- Movimento muscolare
- Sensibilità
- Angoli di flessione articolare
- Tono muscolare
- Riflessi dei tendini
- Riflessi patologici (Babinski-Hoffman)
- Misura della lunghezza degli arti
- Test propriocettivi
Tiro con l'arco
Per lo sport del tiro con l'arco vengono individuate tre classi:
- Tiro con l'arco in piedi (Archery Standing - ARST): gli atleti appartenenti a questa categoria non possiedono alcuna disabilità agli arti superiori ma ne mostrano alcune a quelli inferiori, in forza, coordinazione o mobilità. Essi possono scegliere di competere in piedi oppure seduti.
- Tiro con l'arco con sedia a rotelle 1 (Archery Wheelchair 1 - ARW1): gli atleti in qesta categoria presentano disabilità agli arti superiori e inferiori (tetraplegia). Possono effettuare una serie di movimenti limitati, possiedono forza e coordinamento limitato e un minimo o assente controllo del tronco. Gli arti inferiori sono considerati non funzionanti a causa di amputazione o limitazioni simili. Gli atleti di classe ARW1 competono su sedia a rotelle.
- Tiro con l'arco con sedia a rotelle 2 (Archery Wheelchair 2 - ARW2): gli atleti in questa categoria sono paraplegici e possiedono mobilità limitata negli arti inferiori; necessitano di sedia a rotelle durante la vita di tutti i giorni; competono su sedia a rotelle.
In tutte le competizioni individuali gli atleti hanno a disposizione 36 frecce per ogni tiro, ogni tiro effettuato su quattro distanze differenti, per un totale di 144 frecce. Le distanze dipendono dal sesso dell'atleta e dalla classe di appartenenza. Per le donne e gli atleti uomini ARW1 esse sono 70, 60, 50 e 30 metri; per gli uomini ARST e ARW2 90, 70, 50 e 30 metri.
Classificazione specifica per gli atleti disabili che partecipino ai Giochi Paralimpici invernali:
La classificazione utilizzata dall'International Paralympic Committee (IPC), il Comitato Paralimpico Internazionale, distingue gli sciatori alpini in tre gruppi principali in base al tipo di disabilità, con un'ulteriore suddivisione per grado di disabilità:
a) disabili visivi (visually impaired)
B1 ciechi totali
B2 ipovedenti gravi
B3 ipovedenti lievi
b) in piedi (standing)
LW1 doppia amputazione sopra il ginocchio
LW2 sciatori con stabilizzatori
LW3 doppia amputazione sotto il ginocchio
LW4 sciatori con protesi
LW5/7 sciatori senza bastoncini
LW6/8 sciatori con un bastoncino
LW9 disabilità ad un arto
c) seduti (sitting)
LW10 paraplegia grave
LW11 paraplegia lieve
LW12 paraplegia lieve con qualche funzionalità agli arti inferiori, doppia amputazione sopra il ginocchio
I disabili visivi utilizzano la normale attrezzatura da sci e gareggiano accompagnati da una guida. Per i non vedenti totali è previsto il collegamento tramite interfono o l'uso di un megafono. Per gli ipovedenti può essere sufficiente la sola presenza fisica della guida, senza dotazioni speciali.
Nel gruppo "in piedi" sono compresi gli sciatori con disabilità fisiche che sono in grado di reggersi almeno su una gamba, anche con l'uso di protesi. Le persone con disabilità agli arti superiori sciano senza bastoncini, o con un bastoncino solo. Quelle con disabilità agli arti inferiori possono usare due sci, ricorrendo a protesi, oppure su uno sci solo sostituendo i normali bastoncini con degli stabilizzatori, che al posto della punta hanno un piccolo sci ed aiutano a mantenere l'equilibrio.
Nel gruppo "seduti" sono compresi gli sciatori che, a causa di paraplegia o doppia amputazione, non sono in grado di reggersi. Al posto degli sci, usano un attrezzo chiamato monosci (mono-ski o sit-ski), costituito da un sedile montato su uno sci e dotato di sospensioni e apposite imbragature. Al posto dei bastoncini usano gli stabilizzatori.